Consigli pratici per mantenere un'auto ibrida in modo efficiente

19/06/2026

Tips Hybrid

Al momento di passare a una motorizzazione ibrida, gli automobilisti si chiedono se questa scelta, in genere più onerosa rispetto all'acquisto di una vettura termica tradizionale, comporti maggiori costi o un qualche risparmio legato a livello di manutenzione. Anche se non c'è una regola fissa sul tema, perché molte sono le variabili in gioco, si potrebbe riassumere la risposta affermando che alla maggior complessità di un'auto ibrida non corrispondono necessariamente maggiori costi complessivi nella manutenzione. Molto però dipende dallo stile di guida e anche dal rispetto delle scadenze legate ai tagliandi di manutenzione.

IL “FAI DA TE”? DIMENTICATEVELO, ALMENO PER LE PARTI ELETTRICHE

Va subito detto che le auto ibride (come quelle elettriche) non sono amiche del “fai da te”: la parte elettrica infatti richiede a tutti i livelli l'intervento del personale specializzato delle officine autorizzate, che è formato ad hoc e dispone di attrezzature e dispositivi di sicurezza indispensabili per poter operare sui sistemi ad alta tensione. All'automobilista non resta che effettuare i controlli dei livelli dei liquidi e dei lubrificanti, come su una tradizionale auto 100% termica, benzina o diesel che sia, la rotazione periodica dei pneumatici, la verifica visiva del regolare e uniforme consumo del battistrada e poco altro.

 

PERCHÈ I FRENI DELLE AUTO IBRIDE SONO MENO SOLLECITATI?

La differenza principale di un'auto ibrida rispetto a un’auto tradizionale sta nel fatto che alcuni organi meccanici sono meno sollecitati, perché il motore elettrico supporta o sostituisce il termico in varie fasi di marcia. In città, per esempio, una full hybrid come le Renault Clio, Captur, Symbioz, Austral, Espace e Rafale o come le Dacia Jogger, Duster e Bigster e le Nissan Juke Hybrid, Qashqai e X-Trail, può viaggiare spesso in elettrico, riducendo l'usura dell'impianto frenante e, nel caso delle mild-hybrid di alcuni Costruttori, anche l'affaticamento di cambio e frizione, ove presenti. Allo stesso tempo, però, la presenza di una batteria di trazione e di un sistema di gestione dell’energia introduce la necessità di controlli periodici specifici, che richiedono strumentazione e formazione dedicate in officina. 

QUALI SONO I CONTROLLI DI MANUTENZIONE SPECIFICI PER LE AUTO IBRIDE?

Gli intervalli di manutenzione delle auto ibride, in termini di chilometraggio o tempo, sono generalmente allineati a quelli delle corrispondenti versioni termiche, a benzina o diesel, della stessa gamma, ma con alcune differenze nelle operazioni previste per ogni tagliando. Nei controlli periodici rientrano comunque la sostituzione dell’olio motore, dei filtri, le verifiche su freni, sospensioni e pneumatici, oltre alle diagnosi elettroniche. A questi si aggiungono verifiche specifiche sul sistema ibrido: tra queste il controllo dello stato della batteria di trazione e dei cablaggi ad alta tensione, operazioni che richiedono attrezzature specializzate, una competenza specifica da parte dell'addetto all'assistenza ma anche protezioni antifortunistiche particolari. Tra le verifiche previste in ogni tagliando figurano quelle relative al corretto funzionamento del sistema di raffreddamento della batteria, il controllo dei connettori e delle protezioni dei cavi arancioni ad alta tensione, oltre agli aggiornamenti software delle centraline che gestiscono la ripartizione di potenza tra motore termico ed elettrico. Se il Costruttore prevede programmi dedicati all’ibrido, può essere richiesto un check-up periodico della batteria per mantenere attive alcune coperture di garanzia.

COSA CAMBIA NEL FUNZIONAMENTO DI UN'IBRIDA RISPETTO A UN'AUTO TERMICA?

Le vetture ibride fanno lavorare il motore termico in modo totalmente differente a seconda della tipologia di percorsi effettuati. Per questo motivo la componente elettrica può mascherare alcune irregolarità del motore a benzina o diesel, che vengono intercettate solo con diagnosi e controlli programmati. L'impiego quasi esclusivo in città chiama in causa solo moderatamente il motore termico ma questa non è una buona ragione per rimandare i tagliandi di manutenzione, anche perché, per esempio, l'olio lubrificante si degrada ugualmente nel tempo. Al contrario, un utilizzo prevalentemente autostradale attiva raramente la parte elettrica del sistema ibrido, ma non per questo essa va trascurata. Più nel dettaglio, l’impianto elettrico ad alta tensione, che comprende cablaggi, inverter e motori elettrici, è progettato per funzionare per molti anni senza interventi invasivi o di particolare importanza e rilievo, ma richiede ispezioni visive e diagnostiche per escludere danni meccanici, infiltrazioni o ossidazioni. Solo personale formato può operare su questi componenti, seguendo procedure di messa in sicurezza del veicolo. Un altro elemento chiave è il sistema di frenata rigenerativa: esso recupera energia in decelerazione ricaricando così la batteria di trazione e riducendo il ricorso ai freni tradizionali, con un potenziale risparmio su pastiglie e dischi, ma necessita di controlli accurati per garantire che la transizione tra frenata elettrica e idraulica sia sempre fluida e sicura.

QUANTO PUÒ INFLUIRE LO STILE DI GUIDA SUI COSTI DI MANUTENZIONE?

Il rovescio della medaglia è però rappresentato dall'influenza che lo stile di guida ha sull'usura dei freni e sui costi di manutenzione. Infatti le auto ibride, e le plug-in hybrid in particolare, sono più pesanti di una corrispondente vettura termica: la differenza ammonta a 110-170 kg nel caso di Renault Clio e Captur o di Nissan Micra, poco meno del 10% del peso a vuoto dell'auto. Si può subito intuire che, con una guida molto aggressiva, che sfrutta poco o nulla la frenata rigenerativa e chiama in causa con più frequenza e maggior intensità il lavoro di dischi e pastiglie, l'affaticamento dell'impianto e l'usura di dischi e pastiglie risultano accelerati. E così addio risparmio, anzi, le parti soggette a usura deperiscono più rapidamente ancora. A maggior ragione, su una plug-in hybrid come la Rafale che in versione PHEV 4x4, complice la presenza del secondo motore elettrico sul retrotreno, pesa 274 kg in più della variante full-hybrid a trazione solo anteriore, queste differenze risultano amplificate.


OCCHIO AL COSTO DEI TAGLIANDI, PRIMA, E ALLA GARANZIA, DOPO

Se non si vuol avere sorprese a posteriori, meglio quindi informarsi preventivamente sui maggiori costi dei tagliandi di una vettura ibrida rispetto alla corrispondente variante 100% termica, ove presente nella gamma, come nei casi di Clio, Captur e Juke o come la stessa Dacia Jogger. E ricordarsi sempre che la regolare esecuzione dei tagliandi nelle strutture dedicate e autorizzate è la condizione preliminare per il riconoscimento della garanzia, mentre una guida responsabile e “tranquilla” permette di godere al 100% dei vantaggi di un'autovettura ibrida. 



FAQ

- Con l'auto ibrida risparmio sui tagliandi?

Dipende da modello a modello. Si tratta di vetture mediamente più complesse delle vetture termiche ma alcune parti di esse, come l'impianto frenante, sono meno soggette a usura se l'auto è guidata correttamente.

- Posso occuparmi di persona nel box o in cortile di casa dei controlli relativi alla parte elettrica dell'auto ibrida?

Assolutamente no: controlli e manutenzione vanno eseguiti da personale appositamente formato dotato di attrezzature specifiche e protezioni particolari, visto che si opera su sistemi ad alta tensione.

- Gli intervalli di manutenzione possono essere trascurati o ignorati su un'ibrida?

No: sia perché così facendo si pregiudica la validità della garanzia, sia perché i differenti stili di guida influenzano in misura diversa ma mai trascurabile la parte elettrica e la parte termica dei sistemi dell'auto.




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