Estratto dell'Articolo su A390 della rivista Green Mobility di Luglio/Agosto 2026, realizzato in collaborazione con Atelier Alpine Milano
Con gli specialisti di Alpine Store Milano scopriamo qualità e virtù della prima Sport Fastback a 5 porte e 5 posti della Casa transalpina. Trazione integrale, torque vectoring, tre motori e profili di guida personalizzabili su misura per una sportiva ad alte prestazioni che non passa inosservata.
Qualcosa di nuovo è arrivato ad animare il mondo dell’automobile. È francese, è marchiata Alpine, è una 5 porte ad alte prestazioni raffinata nelle finiture, unica nello stile, sobria d’aspetto ma inconfondibile sulla strada. Un’auto da intenditori, insomma.
Si chiama A390 ed è la prima Alpine elettrica “formato famiglia”: 5 porte, 5 comodi posti, 4 metri e 615 di lunghezza per 1 e 885 di larghezza. Un profilo cuneiforme che fende l’aria, un frontale ispirato alle monoposto di Formula 1 che corrono i Gran Premi della stagione 2026.
Guardiamo subito le sue unicità: è la prima 4x4 stradale della Casa francese (negli Anni Sessanta c’era stato un prototipo di monoposto di Formula 1 a trazione integrale, la Alpine A500), è la prima Alpine elettrica dotata di tre motori, è la prima Alpine a disporre del sistema di gestione della coppia sull’asse posteriore denominato Torque Vectoring, nel quale l’elettronica è chiamata a distribuire la spinta di ciascuno dei due motori elettrici su ciascuna ruota per esaltare l’agilità. La A390 è il secondo modello del favoloso Dream Garage Alpine 100% elettrico annunciato tre anni fa e gradualmente in via di completamento: dopo la hatchback A290, un modello di grande successo che recita il ruolo di erede in chiave moderna della Renault 5 Alpine degli Anni Settanta, e prima della A110 elettrica che debutterà in futuro.
UNA PERFORMANCE CAR VERSATILE E SOSTENIBILE
Come ci ha spiegato Andrea Rorato, responsabile dell’Atelier Alpine di Milano, la nuova A390 guarda a un pubblico multiforme di clienti alla ricerca di una vettura individualista, appassionante alla guida ma versatile nell’impiego quotidiano. Un’elettrica senza compromessi, accreditata di un’autonomia fino a 557 chilometri nel ciclo combinato WLTP con le ruote da 20 pollici fornite di serie, e dunque in grado di accompagnare il guidatore (o sarebbe meglio dire “pilota”) sia negli spostamenti quotidiani a corto raggio, il tradizionale
casa-ufficio-palestra-aperitivo-casa, sia nelle trasferte di lavoro, sia nei viaggi di lavoro su medie e lunghe
distanze, dove si rivela determinante per abbreviare le soste programmate per la ricarica la possibilità di rifornire energia in corrente continua a 150 kW, per passare così dal 15% all’80% della carica massima in 23 minuti.
DUE VERSIONI, LO STESSO SPIRITO, IDENTICO DNA
La A390 ha debuttato sul mercato nella versione GT, accreditata di una potenza massima di 295 kW, pari a 400 CV, ottenuti dalla combinazione dei 98,3 kW espressi da ciascuno dei tre motori elettrici, uno anteriore e due posteriori, uno per ruota, e di una coppia massima di 661 Nm. Seguirà dopo l’estate la A390 GTS (da 78.000 euro), ancora più performante: la potenza sale a 345 kW, come dire 470 CV, la coppia a 824 Nm. La velocità massima è autolimitata a 200 e 220 km/h rispettivamente per le due varianti, mentre l’accelerazione
da 0 a 100 km/h richiede 4,8 secondi nel primo caso e solo 3,9 secondi nel secondo.
GRANDI PERFORMANCE CON UN TELAIO “PROFESSIONALE”
Per quanto ci riguarda, dopo aver provato la A390 GT resta la curiosità di come si possa riuscire a “far andare di più” questa apparente berlina da famiglia. Numeri a parte, la A390 GT va veramente forte, fortissimo. Lo scatto da fermo è bruciante, la coppia si riversa sull’asfalto senza far fischiare le gomme, lo sterzo è comunicativo al punto giusto, leggero in città ma preciso come un compasso nel misto e con la consistenza che ci aspetta da una sportiva autentica quando le curve si susseguono una dopo l’altra.
Quanto ai freni, l’impianto è dimensionato correttamente per le esuberanti prestazioni della fastback francese: quattro dischi ventilati, 365 mm di diametro per quelli anteriori, 350 mm per quelli posteriori, con spessori di 36 mm e 20 mm rispettivamente, e pinze fisse a 6 pistoncini davanti cui si affiancano quelle flottanti mono pistoncino posteriori.
Regolando opportunamente la frenata rigenerativa con il cursore azzurro posto nella zona inferiore sinistra del volante è possibile intervenire indirettamente anche sulla corsa utile del pedale e, a quanto appreso durante la nostra prima presa di contatto, il livello 2 della frenata rigenerativa è quello non solo più efficace ma anche il più affine alla risposta che fornisce al pedale una supersportiva termica di pari cavalleria.
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